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Orologio da polso
OROLOGIO DA POLSO
L'orologio da polso è un orologio di piccole dimensioni dotato di un cinturino per poter essere indossato al polso. Questi orologi sono a volte oggetti di grande valore, in quanto includono metalli e pietre preziose, ma anche modelli più economici sono spesso oggetti di gioielleria.

STORIA
L'orologio da polso fu inventato alla fine del XIX secolo da Patek Philippe, ma inizialmente fu considerato un accessorio esclusivamente femminile. Tra gli uomini era comunemente usato l'orologio da tasca.
All'inizio del XX secolo l'inventore brasiliano Alberto Santos-Dumont, avendo difficoltà a leggere l'ora a bordo dell'aereo di sua fabbricazione, chiese al suo amico Louis Cartier un orologio più pratico. Cartier gli diede un orologio dal polso con cinturino in cuoio di cui Dumont non fece piu a meno. Quando Cartier divenne popolare a Parigi, iniziò così a vendere questi orologi anche alla clientela maschile.

Durante la prima guerra mondiale gli ufficiali di tutti gli eserciti scoprirono che in battaglia era più comodo dare uno sguardo al polso piuttosto che estrarre l'orologio dalla tasca. Così, con la rapida perdita di ufficiali in battaglia, gli uomini provenienti da classi sociali più povere che dovevano sostituirli non avevano orologi personali, indispensabili per sincronizzare l'artiglieria e la fanteria durante gli attacchi. Gli eserciti decisero così di fornire gli uomini con orologi da polso comodi, precisi, affidabili e soprattutto economici perché realizzati in scala industriale su commessa. Al termine della guerra gli orologi rimasero agli ufficiali europei ed americani, favorendo la diffusione di questo oggetto nelle culture occidentali.

Il primo utilizzo dell'elettricità fornita da una batteria in un orologio da polso in sostituzione della molla fu nel modello Hamilton Electric 500, distribuito nel 1957 dalla Hamilton Watch Company, in Pennsylvania.
Il primo prototipo di orologio al quarzo da polso fu sviluppato nei laboratori svizzeri CEH nel 1962. Il primo modello in produzione commerciale fu il 35 SQ Astron della Seiko, nel 1969. Questi orologi erano ancora con quadrante analogico a lancette. In alcuni modelli oltre alla batteria sono impiegate come fonte di energia la luce solare o il movimento dello stesso orologio per mezzo di un generatore elettrico abbinato ad una massa oscillante (orologio automatico). Con lo sviluppo dell'elettronica e la riduzione dei prezzi divennero popolari a partire dagli anni '70 gli orologi digitali, che mostrano cioè l'ora direttamente con cifre invece che per mezzo di lancette, una novità rivoluzionaria. Il primo orologio digitale fu il prototipo Pulsar, realizzato dalla collaborazione tra Hamilton Watch Company e Electro-Data nel 1970. La versione commerciale uscì nel 1972 ed aveva una serie di display a sette segmenti rossi, grandi consumatori di energia. Successivamente arrivarono i display LCD, con modelli a quattro cifre ed il modello a sei cifre Seiko 06LC, nel 1973.

Con l'avvento de microprocessore gli orologi da polso possono includere funzioni varie tra cui cronografo, calcolatrice, videogioco, fotocamera, Pendrive, telefono cellulare ecc. Negli anni '80 la Seiko mise in commercio un orologio con incluso un monitor televisivo. Poiché però l'elettronica per la ricezione radio e le batterie dell'epoca erano troppo ingombranti, furono alloggiati in una scatola esterna da portare in tasca. Nel 2000 fu messo sul mercato un orologio con TV completamente integrata ed autonomia di un'ora.
Diverse aziende hanno provato a realizzare orologi da polso includenti un computer. L'IBM ne ha realizzato un modello in grado di fare girare Linux.

Alcuni orologi sono in grado di sincronizzarsi con un segnale orario trasmesso via radio e derivato da orologi atomici, vedi orologio radiocontrollato. Nonostante l'economicità, precisione e affidabilità degli orologi digitali, attualmente gli orologi meccanici non sono completamente scomparsi. Anzi in alcuni casi sono divenuti status symbol.

LA RINASCITA DELL'OROLOGERIA SVIZZERA
Negli anni '70 del XX secolo l'industria orologiaia svizzera versava in condizione di grave crisi, in parte a causa del superamento degli orologi meccanici da parte dei digitali, in parte per la crisi economica successiva alla choc petrolifero che ridusse notevolmente la richiesta di beni di lusso.

Agli inizi degli anni '80, Nicolas G. Hayek, imprenditore svizzero nel ramo dell'elettronica, riesce a guidare la fusione tra le preesistenti ASUAG "Allgemeine Schweizerische Uhren AG" e SSIH "Société Suisse pour L'Industrie Horlogère SA", le due più importanti holding di produzione orologiaia, nella nuova società SMH "Société Suisse de Microélectronique et d'Horlogerie SA", con il preciso scopo di produrre un nuovo tipo di orologio, dai costi popolari e dal design accattivante. Il risultato fu presentato il 1 marzo 1983 con il nome di Swatch, contrazione di "Swiss Watch" (orologio svizzero). Il prezzo andava dai 39,90 ai 49,90 Franchi svizzeri.

Il risultato fu raggiunto riducendo notevolmente il numero di componenti di un orologio ed il tempo di fabbricazione, abbattendo così i prezzi. Inoltre, grazie ai suoi artisti, era in grado di produrre una nuova collezione ogni anno, trasformando l'orologio da polso da un oggetto \"per sempre\" a un elemento di moda da cambiare di frequente. Questi orologi furono oggetti ambiti di collezionismo e divennero status symbol tra i giovani. Quanto accaduto è ancora oggi oggetto di studio nelle scuole di design per dimostrare il potenziale commerciale del design industriale.
Negli anni successivi, la SMH, che ha acquisito definitivamente il nome di The Swatch Group nel 1998, porta avanti una serie di acquisizioni di marchi storici dell'orologeria svizzera (Omega Watches/Tissot, Longines e Rado negli anni '80 e Breguet negli anni '90) imponendosi così come principale produttore di orologi mondiale.



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